IL PIEDE


La base sulla quale appoggia il nostro corpo

Il piede è una macchina di precisione, fondamentale per il nostro corpo. Essendo un vero e proprio centro di derivazioni nervose collegate al cervello e propulsore della circolazione del sangue, il piede necessita costantemente di stabilità ed equilibrio.
Formato da 26 ossa, legamenti e tessuti muscolari non può esser rinchiuso in calzature scomode ed anguste in quanto si modificherebbe tutta la statica del complesso osteoarticolare muscolare e quindi circolatorio. Quando la calzatura non è adatta, l’avampiede subisce una forte pressione per sopportare il peso del corpo.
Le statistiche dicono che l’80% dei piedi di persone con più di 20 anni soffrono di formazioni di calli, duroni e alluce valgo. Nel corso dei secoli si è giunti ad una classificazione generica delle forme esistenti: il piede quadrato, il piede egizio e il piede greco. Il piede poggia a terra 3-4 milioni di volte e sopporta il peso medio di circa 14 mila tonnellate per una distanza che nella vita media di una persona equivale a 2 volte e mezza il giro del mondo.
Ogni piede dunque deve calzare la scarpa più adatta alle proprie esigenze!


Qui di seguito riportiamo alcune informazioni utili e consigli che possono accompagnarvi nella scelta delle calzature migliori per il vostro piede.

Il plantare su misura ha il compito di sostenere, ammortizzare e correggere dove serve. Quando i rapporti articolari del piede vengono alterati o compromessi (cavismo, piattismo, caduta del metatarso ecc… ) tutta la struttura corporea ne viene interessata. Il compito del plantare su misura è quello di far assumere una posizione corretta in modo tale da avere una distribuzione del carico più uniforme su tutto il piede ed andare ad eliminare quelli che sono i sovraccarichi ( metatarsalga, talalgia). Scegliere i modelli con pianta larga, con plantare estraibile e con fondo piatto (senza arco mediale preformato).

  • Togliere il plantare normale e inserire il plantare personalizzato.
  • Non inserire mail il plantare in una calzatura non predisposta.
  • Se notate un fastidio persistente (arrossamento) sull’arco mediale del piede: limate o fresate leggermente l’arco del plantare (sotto) in modo da abbassarlo.
  • Indossare preferibilmenete una calza molto sottile (filoscozia) o un salvapiede (es.texenergy)
  • Potete camminare scalzi solo su lungomare sabbioso mai su superfici non deformabili (costruite dall’Uomo!). Il piede non è stato creato per camminare su asfalto, cemento, marmo!
  • E’ importante portare i plantari sempre, anche in casa.
  • La calzatura dietro deve essere sempre chiusa con il retropiede avvolgente, per guidare la caviglia nella fase di appoggio del calcagno.
  • Per l'estate ci sono scarpe predisposte (finnamic) con avampiede forato o parzialmente aperto, ma sempre con contrafforte chiuso, avvolgente sul calcagno.
  • Il plantare lavora in sinergia con scarpe ergonomiche con tacco negativo (FINNAMIC, MBT)
  • Non lavare il plantare, spazzolatelo solamente. Le zone di maggiore concentrazione di sudore ci servono per valutare eventuali modifiche da effettuare sul plantare.
Per valutare la conformazione fisiologica e in presenza di patologie è necessario effettuare l'esame baropodometrico. La calzatura deve essere giusta, nè troppo lunga nè troppo corta. Per favorire i movimenti, la calzatura ideale deve essere almeno di 5 millimetri più lunga dell’alluce. Il tacco da 2 a 5 cm è ideale per chi sta molto in piedi, il tacco alto più di 5 cm è consigliato solo per occasioni particolari. È consigliabile acquistare la calzatura nel pomeriggio, poiché il piede è nella condizione ideale: né troppo riposato, né già stanco. Prima di acquistare le calzature meglio indossarle entrambe per almeno 1 minuto. Le scarpe da nuove devono essere comode, come portate da un po' di tempo.
Cosa occorre e come fare:
  • Servirsi di tendiscarpe in legno per riporre le calzature. Essi assorbono l’umidità e le mantengono in forma.
  • Evitate di metterle vicino a fonti di calore dopo averle usate: tendono ad indurirsi e a screpolarsi.
  • Spazzolini di setola, straccetto per distribuire il lucido, un panno per lucidare, meglio se è sintetico, e naturalmente le creme. Una gomma da matita, uno spazzolino di para, liquido per togliere gli aloni di pioggia, spray impermeabilizzante, liquido sgrassante, uno spazzolino di setole dure per la pulizia (fodera per ombrelli di seta).
  • Con uno spazzolino di setola passare un po’ di lucido nei punti difficili (cuciture, bordini…) Togliere poi il lucido residuo. Intingere nel lucido lo straccetto imbevuto di alcool e passarlo sulla scarpa in senso rotatorio senza premere. Usare poi la spazzola morbida prima in un senso e poi nell’altro. Passare infine il panno morbido. (Per i cultori si passa poi alla seta da ombrelli).
  • I lucidi da preferire sono le creme poiché esse penetrano più facilmente nel fiore della pelle.
  • Il colore deve essere quello che più si avvicina a quello delle scarpe.
  • Gli spazzolini devono essere di setole naturali, morbide e con setole alte: lucidano di più.
  • Non esagerare nella quantità della crema: la patina lucida si ottiene facendo penetrare la crema nei fori della pelle ma non bisogna otturarli. Un eccesso di grasso serve solo a non fare respirare la pelle.
  • Evitare i liquidi coprenti e autolucidanti : possono velocizzare il lavoro ma rischiano di rovinare le scarpe coprendole di una crosta impermeabile che le secca ed è difficile da eliminare.